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Arcugnano Cultura, arte, spettacolo nel Comune di Arcugnano...
Rassegna stampa settembre 2006: articoli del Giornale di Vicenza
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 26 settembre 2006
domenica 24 settembre 2006 cultura pag. 26

LIBRI. Oggi ad ARCUGNANO la presentazione del volume

Sette lager in due anni

Bettinelli, prigionia di un sottotenente

Oggi alle 18.30, nella Sala Consiliare del Municipio di ARCUGNANO, sarà presentato, a cura dello stesso Comune e dell'Editrice Veneta, il volume I miei 7 Lager (Diario di 22 mesi di prigionia) dell'ex internato Eduino Bettinelli.
di Mario Bagnara

Come documenta accuratamente il volume Sulla giacca ci scrissero IMI, edito dall'A.N.E.I. vicentina nel sessantesimo anniversario dell'internamento (settembre 2003), anche Vicenza, durante la seconda guerra mondiale, pagò il suo duro scotto alla persecuzione nazista: dei 10.188 internati tra 400 e 500 non ritornarono vivi. Fra chi si salvò c’è anche Eduino Bettinelli di ARCUGNANO che solo ora, a 85 anni, si è convinto a pubblicare I miei 7 lager (Diario di 22 mesi di prigionia) come testimonianza di un dramma durato quasi due anni.
Alla sua prima esperienza di scrittura, Bettinelli si esprime in modo spontaneo, rielaborando però, con una memoria prodigiosa, diligenti appunti, scritti in modo fortunoso e abilmente salvati da perquisizioni, bombardamenti, incendi e improvvisi trasferimenti. Il racconto, che talora assume il tono del romanzo avvincente, si muove entro un arco temporale che va dal 9 settembre 1943 al 13 luglio 1945, in un'area geografica che comprende, oltre all'Italia settentrionale da Alessandria fino a Tarvisio e al Brennero, gran parte del vasto territorio del III Reich, da est ad ovest e da nord a sud.
Sullo sfondo di una situazione politico-militare sulla quale, dall'Italia e dagli altri paesi europei coinvolti, pervengono ai deportati notizie vaghe, comunque indicative del progressivo sfacelo della potenza nazista, in primo piano sempre, vero protagonista, il prigioniero Eduino Bettinelli, sottotenente di complemento, sorpreso mentre era in servizio di prima nomina ad Alessandria.
Il suo internamento, anche se non lo porta ad assistere allo sterminio di massa operato in certi campi di concentramento, è pur sempre una tortura disumana dal punto di vista sia fisico che morale. Più che giustificata quindi la sua condanna dell'assurda guerra germanica, anche se egli non manca talora di cogliere nello stesso popolo tedesco, "schiavo, soffocato, oppresso dalla forza", un profondo disagio e rincuoranti manifestazioni di solidarietà.
Tutto potrebbe risolversi fin dall'inizio anche per lui, come avviene per alcuni compagni di sventura, o con la fuga durante il trasferimento dall'Italia o con la scelta di collaborare con i nuovi padroni: una possibilità offerta a varie riprese e per questo ancor più tormentosa ed evidenziata talora con giudizi severi nei riguardi dei qualunquisti "venduti". Ad un certo punto anch'egli, tra ricorrenti sensi di colpa, riscoprendosi diplomato all'Istituto Tecnico "A. Rossi", a Colonia accetta un "provvidenziale" e dignitoso lavoro di disegnatore tecnico presso una fabbrica meccanica, nei mesi successivi ripetutamente colpita dai bombardamenti alleati.
Sono tutte esperienze che l'autore di questo diario affronta con profondo senso di responsabilità, sostenuto dai suoi ideali di famiglia, patria e fede religiosa. Vera ancora di salvezza è anche la musica, una passione che, sacrificata nel periodo scolastico, in lui, convinto che "solo per la musica vale la pena di vivere", si rivela un'esigenza irrinunciabile proprio durante l'internamento, per trovare piena soddisfazione solo più tardi, nel 1970, quando, con il conseguimento del diploma al Conservatorio di Bologna, riesce a coronare il suo sogno, "l'evento forse più felice" della sua vita, determinante non solo per la sua successiva attività didattica, ma anche per il destino professionale dei due figli, ora affermati musicisti.


martedì 19 settembre 2006 sport pag. 44

MOUNTAIN BIKE. Presentata la gara in programma l’1 ottobre

Via dei Berici da record

L’obiettivo è superare la quota dei 2 mila iscritti

(an.si.) C'è una sola incognita che precede la vigilia della tredicesima edizione della Via dei Berici, la cross country vicentina organizzata dall'Unione Sportiva S. Agostino. Ed è il tempo che farà domenica 1 ottobre, perchè soltanto da questo dipende il numero finale dei partecipanti.
Per il resto ci sono soltanto certezze. Lino Mosele, il presidente del gruppo ciclistico organizzatore dell'evento, le ha ribadite tutte ieri nella conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo Trissino.
La passerella. Il massimo dirigente dell'Us S. Agostino ha presentato l'edizione 2006 della Via dei Berici (che gode del patrocinio de Il Giornale di Vicenza e di Vicenzapress), alla presenza dell'Assessore ai Servizi sportivi del Comune di Vicenza, Gianfranco Morsoletto, del vice presidente nazionale dell'Udace Csain, Giuseppe Calearo, e delle Associazioni di volontariato, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, l'Associazione veneta per la lotta contro la fibrosi cistica, l'Associazione Genitori Down e la Onlus Aquilone, cui andrà quest'anno l'intero ricavato della manifestazione.
Quanta popolarità. La certezza più importante è che, comunque vada, sarà una grande giornata di sport. Anche lo scorso anno, quando il tempo non diede certamente una mano agli organizzatori, si raggiunse comunque il ragguardevole numero di 2002 partecipanti, a testimonianza della grandissima risonanza e popolarità che questa manifestazione si è conquistata negli anni fra gli appassionati dell'Udace Csain, Fci e non solo.
Il record. Soltanto l'unica incognita della Via dei Berici (il tempo appunto) potrebbe impedire a Lino Mosele e al suo straordinario staff di volontari innamorati della bicicletta di raggiungere uno dei due obiettivi più importanti che è il record di partecipanti che spetta ancora all'edizione 2005 con 2009 presenze. L'altro obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di euro da destinare alle associazioni cui il ricavato verrà interamente devoluto.
La gara. Anche la tredicesima edizione del cross country "La Via dei Berici" si articolerà in due differenti percorsi, radicalmente modificati rispetto alle precedenti edizioni. Il percorso corto misura 21 chilometri con un dislivello di 495 metri, quello lungo 37 chilometri con un dislivello di 1.100 metri. Essi saranno completamente separati con partenze che averranno a quindici minuti di distanza l'una dall'altra. I percorsi si snodano nella cornice dei Colli Berici interessando i comuni di Vicenza, Altavilla, Brendola, ARCUGNANO, Longare e Castegnero in prevalenza fuori strada.
Gli orari. La partenza della corsa breve avverrà alle 9, quella della corsa lunga alle 9.15 dalla zona industriale di ARCUGNANO in località Nogarazza.
Ci si potrà iscrivere anche il giorno della gara dalle 7 alle 8.30.




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Rassegna stampa: Perarock 2006
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 7 agosto 2006
Tutta la città ne parla: cos'hanno scritto sul Perarock?

Gli articoli del Giornale di Vicenza

giovedì 27 luglio 2006 spettacoli pag. 34
Rassegna. Da oggi a lunedì band sui Colli Berici: In-dù, Turtle, Little Taver
Lo scrittore Medina Reyes a PERAROCK
Perarolo. (s. r.) Scatta questa sera a Perarolo con il primo spettacolo l'edizione 2006 di PERAROCK, festival che sino a domenica (con una... coda lunedì) proporrà una serie di concerti e avvenimenti interessanti, quest'anno con il "sottotitolo" "Traslokando PERAROCK", perché la festa si muove dall'abituale luogo di svolgimento a quello nuovo, una cinquantina di metri più in là.
Ad aprire la rassegna un'iniziativa singolare, quasi... trasversale: gli In-dù ed Efraim Medina Reyes presentano Los Animales Tour, che vedrà sul palco di PERAROCK un duo musicale e uno scrittore confrontarsi su diversi temi. Efraim Medina Reyes vive a Bogotà. Nel 1995 ha vinto il "Premio nazionale per il racconto" con la raccolta "Cinema Arbol y otros cuentos". Ha diretto anche un film, "Esercizio dell'anima" e scrive pure per il teatro. Parte della sua fama la deve a libri ironici come "La sessualità della Pantera Rosa", "Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin" e "C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo".
Domani sera blues e rock'n'roll con i Turtle Blues prima, Little Taver & His Crazy Alligators dopo. Little Taver è l'Unico (sì, con la "U" maiuscola...), l'Inimitabile rocker emiliano, un po' Elvis e un po' Buscaglione. Sabato protagonista sarà la musica surf, beat, rockabilly e garage dei Fantomatici prima e poi dei The Sunny Boys, "tribute band" ufficiale italiana dei Beach Boys, band californiana che fece sognare il mondo negli anni '60 con indimenticabili hits come Surfin' Usa, California Girls, Good Vibrations e Barbara Ann.
Domenica rock, con The Crampshouse, ai quali farà seguito il concerto degli Hot Gossip, per una serata all'insegna dell'indie rock, alternative, new wave, garage, punk. Lunedì ci sarà "Sbarakando PERAROCK", festa dietro le quinte con jam session. Inizio serate alle 21.
venerdì 28 luglio 2006 spettacoli pag. 35
Eventi.
Perarolo. (s. r.) Seconda serata oggi per PERAROCK 2006, festival che si tiene sino a domenica (con finale lunedì per "Sbarakando PERAROCK"). Quest'anno anche a PERAROCK è arrivato lo sfratto: il festival si svolgerà in una grande dolina a pochissimi metri dall'anfiteatro naturale che ha ospitato la manifestazione negli ultimi sei anni. Il contesto è unico, a iniziare dall'ingresso che attraversando un bosco dà accesso diretto al nuovo palco "naturale" sopra a un terrapieno di due metri d'altezza, per poi accedere alla valle completamente circondati dalla natura.
Il programma odierno prevede musica blues e rock'n'roll, con la presenza dei Turtle Blues prima, di Little Taver & His Crazy Alligators dopo. Little Taver è l'inimitabile rocker emiliano, una sorta di via di mezzo tra Elvis e Buscaglione.
A tutti i concerti seguirà il collegamento con l'aftershow di Radio PERAROCK. Da quest'anno la scena dedicata all'arte si trasformerà in ContaminArt: l'arte s'incontra sul palco. Inizio serata alle 21.
stefano-rossi@stefano-rossi.com
sabato 29 luglio 2006 spettacoli pag. 37
PERAROCK. Oggi
I Fantomatici e The Sunny Boys
Perarolo. La terza serata di musica a PERAROCK 2006 sarà dedicata a generi musicali divertenti e allegri, con due formazioni che proporranno surf, beat, rockabilly e garage, per passare qualche ora al fresco con musica tipicamente estiva. Ad aprire saranno i vicentini Fantomatici, con il loro sound coloratissimo fatto di surf, beat, rockabilly, garage, lounge, senza dimenticare punk e lo-fi, e un legame molto forte con le colonne sonore, soprattutto dei film '60 -'70.
Dopo di loro saliranno sul palco i The Sunny Boys, tribute band ufficiale italiana dei Beach Boys, band californiana che fece sognare il mondo negli anni '60 con indimenticabili hits come Surfin' Usa, California Girls, Good Vibrations e Barbara Ann.
La serata inizierà attorno alle 21.30 e si terrà nella nuova "location" del festival, sempre a Perarolo, a poca distanza dal vecchio luogo.
domenica 30 luglio 2006 spettacoli pag. 35
Perarolo. Domenica all'insegna del rock a PERAROCK 2006, che chiuderà i battenti domani, lunedì, con una grande festa chiamata "Sbarakando PERAROCK".
Quest'oggi invece sul palco del festival si alterneranno due gruppi.
Ad aprire la serata sarà la musica dei vicentini The Crampshouse, dopo i quali suoneranno gli Hot Gossip, che presenteranno il loro primo disco "Angles", per completare la rassegna con un genere all'insegna dell'indie rock, alternative, new wave, garage, punk. Inizio serata alle 21.

Gli articoli del Gazzettino
Martedì, 1 Agosto 2006
Perarock, anche il trasloco è rock
Sfrattati, i ragazzi si sono sistemati nel campo dell’assessore alla cultura di Arcugnano
Arcugnano. Hanno avuto lo sfratto dal "loro" campo. Ma i ragazzi del Perarock - una delle più importanti feste estive nel panorama vicentino, quest'anno sulla scena dal 27 al 31 luglio - non hanno mollato: si sono rimboccati le maniche e hanno bonificato un altro terreno, a pochi metri da quello vecchio, sempre nel cuore della loro Perarolo. Hanno fatto i bagagli e hanno traslocato nel campo di Gino Bedin, assessore alla cultura di Arcugnano, anche se, come ci tengono a specificare gli organizzatori, dall'amministrazione pubblica non ricevono alcun finanziamento. E, per pubblicizzare il trasferimento, hanno benedetto "Traslokando" l'edizione 2006 del Perarock. A Vicenza, "giù in città", se ne parla come di un evento, certo entrato nel calendario dell'estate giovane vicentina, ma sempre col fascino del luogo ameno. 300 metri di dislivello e un bel po' di curve della dorsale dei Berici, per poi lasciare l'auto in un prato e proseguire a piedi per una impervia e scoscesa stradina di sassi: tanta strada bisogna fare per arrivare a Perarock , ma ne vale la pena. Splendida la nuova location della festa: una dolina naturale, un'arena a cielo aperto che, con la sua coltre di alberi tutt'attorno al palco, gli stand e le bancarelle artigianali, racchiude in sé la sintesi tra arte e natura. È la giusta cornice ad una festa che, negli anni, ha saputo crescere di dimensioni e qualità senza smarrire la semplicità e lo spirito di amicizia delle origini. Musica, natura e compagnia, il tutto accompagnato da "una tazza", un bicchiere di birra o di vino, è la ricetta che ogni anno i ragazzi di Perarolo realizzano, portando nel loro paese di 400 anime quotidiane più di duemila persone in una sera. E dietro a quest'impresa culturale non c'è che un gruppo di amici che, volutamente, non si è mai costituito in associazione: nessuna gerarchia, nessuno statuto, solo una spartizione di compiti e tanto sudore di ciascuno per organizzare l'evento al meglio. Amerio "il dj", Sonia, Nicola, Loris "il faro", "i due rasta", Nicola 2, Davide e Franco "due personaggi": piovono i soprannomi nella presentazione di questa compagnia che risponde al nome di Perarock . Ma basta guardarsi attorno per capire che, nella quattro giorni di musica, la famiglia si allarga: oltre a tutti i ragazzi "di corvé", l'evento ha saputo coinvolgere molte realtà di questa frazione berica, dagli Alpini della Alta Val Liona al Circolo Culturale "Il pampano". Ci sono poi le collaborazioni "tecniche", valore aggiunto di questa festa: le scenografie di Sante Segato, "el salbanèo", autore dei pannelli colorati e illuminati che si diramano dietro il palco sulla sponda della dolina, e la grafica di Andrea Gallo, "il migliore", impaginatore e curatore della facciata della manifestazione. "Siamo insieme dal 1992 - ci racconta Loris, mentre gli Hot Gossip di Milano scaldano il pubblico della domenica sera - quando Perarock era solo un concorso per gruppi emergenti all'interno della Festa della Birra. Poi, nel 1997, è diventata Perarock , ma sempre in collaborazione con 'quelli della birra' e sempre nel piazzale della chiesa: una sagra, insomma". È nel 2000 che questa sagra di paese fa il grande passo, dal piazzale della chiesa al prato dietro la pizzeria, e diventa l'appuntamento dell'estate berica. I ragazzi di Perarolo sono una vera e propria 'forza della natura' che, forse, "giù in città" manca: "Abbiamo avuto una grande spinta 'morale' dai ragazzi del Monteciorock - aggiunge Nicola - che ci prestano anche del materiale: il resto ce lo mettiamo noi, fin dalla prima volta che ci siamo autofinanziati. Ora la festa si paga abbastanza bene e abbiamo qualche amico sponsor". Quando sul palco grande finisce la musica, si accendono i riflettori su un palco più piccolo, per Radio Perarock col dj Amerio e le invenzioni di ContaminArt, ex PerArtrock, contributo artistico alla festa. E, l'ultima sera, "Sbarakando Perarock ": musica sul palco piccolo mentre si smonta quello grande. La festa non è finita. Ha solo traslocato.
Giovanni Costantini



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Petizione per l'ADSL ad Arcugnano
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 5 gennaio 2006
Dal Giornale di Vicenza del 4.01.2006, pag. 45 "Lettere al giornale"

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Telefonia
«Arcugnano è senza la linea Adsl»
Ormai da anni tento di ricevere una risposta da Telecom Italia e dalle altre compagnie di telefonia fissa concorrenti, sulla misteriosa assenza della linea ADSL nel mio paese di residenza; infatti chi, come me, abita ad Arcugnano colle non beneficia ancora della linea ADSL e la data di attivazione sembra non essere una priorità per queste aziende.
Il ritardo è imbarazzante rispetto alle valli attorno (Sant’Agostino e Torri di Arcugnano godono della linea veloce da anni!) e ovviamente rispetto alla vicinissima città. La domanda è: come mai Telecom, o chi per essa, non si preoccupa di estendere un servizio che, potenzialmente, potrebbe darle nuovi abbonati?
Denis Lotti, Arcugnano

Per aderire alla petizione potrete trovare i moduli da firmare presso la sede della Biblioteca "Gueri da Santomio" in Via Marconi, 8
Per informazioni e per dare una mano nella raccolta conttattatemi: denis.lotti@libero.it



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Rassegna Stampa novembre 2004
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 25 novembre 2004

*** ARCUGNANO Allarme nella frazione di Fimon. Acqua torbida dal rubinetto e il sindaco ne vieta il consumo. Inquinamento causato dalle piogge insistenti. IL GAZZETTINO, 11 NOVEMBRE 2004

*** ARCUGNANO Super tangenziale, ecco il progetto. Quello definitivo, relativo al collegamento stradale tra la tangenziale sud di Vicenza e la viabilità ordinaria dei Comuni di Arcugnano e Altavilla. IL GAZZETTINO, 4 NOVEMBRE 2004
* ARCUGNANO. Progetto definitivo per il collegamento tangenziale Altavilla-Arcugnano. OVEST VICENTINO, 3 NOVEMBRE 2004<




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“Guardiani delle acque” Pubblicato un volume sul Consorzio di bonifica
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 25 novembre 2004

[di Francesco Guiotto. Il Giornale di Vicenza,  lunedì 22 novembre 2004]. ARCUGNANO. Presentato in sala consigliare. Venticinque anni vissuti da “Guardiani delle acque”: questo il suggestivo titolo scelto per il libro che racchiude passato, presente e futuro del Consorzio di bonifica Riviera Berica, da venticinque anni a tutela del nostro territorio. Il primo volume dell'opera, edita dal Centro Studi Berici di Sossano, è stato presentato nella sala consiliare del Comune di ARCUGNANO, alla presenza degli amministratori locali, del presidente del Consorzio Antonio Nani e del direttore Gianfranco Battistello. Una serata in cui i due autori, Silvia Ticinelli e Reginaldo Dal Lago, hanno accompagnato il pubblico nell'interessante percorso lungo le acque e attraverso la storia che interessa tutta la zona ovest della nostra provincia, da Valdagno fino ai confini meridionali di Cologna Veneta, nel Veronese, e di Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova. L'importante attività svolta oggi dal Consorzio è analizzata nella tesi di laurea presentata da Silvia Ticinelli all'università di Verona, che costituisce la prima parte del volume, la più squisitamente tecnica. L'affascinante e curioso viaggio nel passato è invece il frutto dell'impegno di Reginaldo Dal Lago, che spulciando meticolosamente negli archivi ha ricostruito la secolare storia del consorzio: una storia che trova le sue origini ancora nel Medioevo, quando il lago di Fimon era molto più esteso, arrivando con le sue acque fino a Longara, e la zona di Sant'Agostino era solo una palude, prima che i frati benedettini iniziassero l'opera di bonifica. Questo primo volume si sofferma in particolare proprio sulla storia del consorzio delle Valli di Fimon e del Retrone-S. Agostino; il secondo, già pronto per essere dato alle stampe e pubblicato nel 2005, ripercorrerà quindi le tappe degli altri consorzi destinati a fondersi nel 1978, dando vita al consorzio Riviera Berica. I testi presentano un'interessante raccolta di storici atti ufficiali, descrivendo le importanti opere per la tutela del territorio compiute nei secoli e lasciando anche spazio a qualche gustoso aneddoto sulla vita quotidiana dei “guardiani delle acque”; molto ricco e curato risulta poi l'apparato iconografico, impreziosito da foto d'annata e cartografie antiche, che ci permettono quasi di rivedere sotto gli occhi il nostro territorio così come doveva apparire nei secoli passati. «Con quest'opera - sottolinea Reginaldo Dal Lago nell'introduzione - le maestranze del consorzio Riviera Berica, il coordinatore e gli autori intendono testimoniare sentimenti di gratitudine a tutte quelle persone che con il loro impegno e lavoro hanno reso le nostre terre più salubri e feconde, e si augurano che ciò torni di monito e insegnamento a lasciarle almeno altrettanto vivibili alle future generazioni».


[di Emilio Garon. Il Giornale di Vicenza,  venerdì 19 novembre 2004]. ARCUGNANO. Le acque beriche Una storia secolare di salvaguardia. Sarà presentato oggi alle 17.30 nella sala consiliare del Municipio di ARCUGNANO il libro Guardiani delle Acque. I consorzi di bonifica dalla Valle dell'Agno alla Riviera Berica stampato dal Consorzio di Bonifica Riviera Berica, editore il Centro Studi Berici di Sossano. Il titolo inquadra bene quello che è stato, ed è ancora attuale in tempi di calamità meteorologiche, il ruolo dei consorzi, attenti alle esigenze dell'acqua, ma anche delle sue intemperanze e della sua forza distruttrice. Ecco cosa sono i consorzi: dei guardiani che controllano le acque, che operano quotidianamente per il loro uso corretto, che intervengono nelle emergenze. Il libro parla in particolare di uno di questi, il Consorzio di Bonifica Riviera Berica, e si tratta del primo volume di un'opera più ampia e poderosa (il cui secondo volume uscirà il prossimo anno) e si avvale dello studio condotto nella tesi di laurea Il rapporto uomo ambiente in un Consorzio di Bonifica: il caso del Consorzio Vicentino Riviera Berica di Silvia Ticinelli; si riferisce all'attuale consorzio costituito nel 1978 dalla fusione di numerosi precedenti consorzi che operavano nel territorio dell'Area Berico-Vicentina tra l'Agno-Guà e il Bacchiglione. Partendo dalla descrizione degli aspetti idrografici, orografici, climatologici, demografici e socio-economici del Veneto, lo studio passa a trattare del consorzio stesso nei suoi vari aspetti: i compiti, gli organismi, gli strumenti operativi, le attività, le opere realizzate nei primi due decenni di vita. Sempre in questo primo volume vengono raccontate le vicende di tre degli antichi consorzi di bonifica: quello di Ottoville, che qualcuno sostiene essere tra i più antichi d'Italia, quello delle Valli di Fimon, legato strettamente alle vicende dell'omonimo lago, e quello di S. Agostino o del Retrone, cui era interessata pure la città di Vicenza che il fiume attraversa prima di andare a sfociare nel Bacchiglione. La storia di questi due ultimi consorzi è ricostruita da Reginaldo Dal Lago, che ha anche coordinato l'intera opera, che si sofferma soprattutto sul periodo classico della costituzione dei consorzi, il Cinquecento, allorché la Serenissima Repubblica cominciò a volgere i suoi interessi alla terraferma e, con l'istituzione dei Provveditori sopra i Beni Inculti, diede inizio alla vasta opera di recupero di quanti più terreni possibili all'agricoltura, convinta che solo così «i popoli sarebbero stati ubertosi di biave ... e ogn'anno non sarebbe uscito fuori del Stato nostro gran quantità d'oro che si spende per comprar frumenti stranieri». Nell'appendice iconografica del volume, tra le altre, vengono allegate una mappa e una cartina di straordinario interesse storico e documentario per tutti gli studiosi e amanti del territorio. La prima riproduce, nelle parti che riguardano il nostro territorio, la “Carta topografica-geometrica militare del Ducato di Venezia (1798-1805)” del colonnello Anton von Zach rimasta per anni sepolta nell'Archivio della guerra di Vienna, riprodotta da Paolo Gaspari Editore e acquistata in copia dal Consorzio Riviera Berica nel 2003. La seconda è la riproduzione ortografica dello stesso territorio due secoli dopo. Confrontandole ci si può rendere conto delle profonde trasformazioni avvenute in appena duecento anni. Il secondo volume, già praticamente ultimato ma che verrà dato alle stampe il prossimo anno, continuerà con la serie delle "storie" degli altri consorzi, da quelli della Vallata dell'Agno, a quelli del Fiumicello Brendola, del Ronego, del Liona-Frassenella. Autori sono Antonio Fabris, Giuseppe Visonà e Reginaldo Dal Lago.




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