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Villa Montanari diruta
post pubblicato in Arte, il 29 aprile 2005


La triste sorte di questa villa ottocentesca è quella di molte opere architettoniche che una volta sfruttate vengo abbandonate a loro stesse. Il resto lo compie, ad esempio, vincoli ereditari ai quali sono legati questi immobili storici.  Dal punto di vista architettonico ci troviamo dinanzi ad un neoclassicismo ottocentesco, che risente influenze neopalladiane frequenti in opere di architetti settecenteschi veneti, che si riprendono nella struttura simmetrica e nei materiali economici (laterizio e pietra di Vicenza intonacati).

Il corpo centrale presenta, al piano nobile, tre finestre balaustrate intervallate da due lesene ioniche, alle estremità del corpo medesimo le troviamo accoppiate.

Nelle ali il ritmo che contraddistingue la facciata è mantenuto dallo stesso numero di finestre per parte, sormontate da timpani ad arco e triangolari che vengono intervallati, citando ad esempio le opere michelangiolesche del palazzo del Campidoglio a Roma. Al piano terra si
è accolti da un ampio atrio affrescato a monocromi e da possenti colonne di mattoni intonacate, i pavimenti sono a tarsia. Nell'ampio cortile antistante si trovavano, come testimoniano carte topografiche dell'epoca napoleonica (1806), altri edifici, sull'architrave è
impressa una data 1857, e il restauro del manufato ad opera del poprietario Teofilo Montanari.


Il presente di questa villa veneta è incerto, il decadimento è totale e mette a rischio la sicurezza dei cittadini, visto che un lato dà su una strada trafficata. Da poco un incidente automobilistico ha abbattuto parte della recinzione in pietra. Si vocifera che sia stata acqustata per farne "lussuosi appartamenti in locale storico". Villa Montanari è il monumento che contraddistingue l'abitato di Villa di Arcugnano.







permalink | inviato da il 29/4/2005 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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