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Arcugnano Cultura, arte, spettacolo nel Comune di Arcugnano...
Il nuovo sito del Gruppo Astrofili Vicentini
post pubblicato in Natura, il 9 agosto 2006
L'osservatorio astronomico del Gruppo Astrofili Vicentini ha sede ad Arcugnano capoluogo nei pressi della chiesa parrocchiale. Agli interessati il sito offre indicazioni utili per poter partecipare alle attività scientifiche dell'osservatorio.

Per saperne di più:
http://www.astrofilivicentini.it/index.htm



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Il saggio dell'ANISN sul Lago di Fimon
post pubblicato in Natura, il 9 agosto 2006
L'Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali sezione di Vicenza dedica nel proprio sito (http://www.anisn.it/vicenza/ipertext.htm) informazioni sulla flora, fauna e geomorfologia dei Colli Berici, con un occhio di riguardo per il territorio di Arcugnano e del Lago di Fimon.

Per saperne di più:
http://www.anisn.it/vicenza/esp_camp/Fimon/fimon00.htm




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Appuntamenti: Sagra a Villa di Fimon
post pubblicato in Cultura, il 8 agosto 2006

Chiesa di San Rocco a Villa di Fimon di Arcugnano, foto tratta dal volume in nota.
La festa di San Rocco a Villa di Fimon si terrà nei giorni 11-12-13-14-15 e 16 agosto 2006, all'ombra dell'antica chiesetta di San Rocco. La sagra conserva l'atmosfera tipica delle vecchie sagrete di contrada, nelle quali la qualità del cibo (specialità è il liore, ossia la lepre) è la protagonista.
La chiesa di San Rocco. Gli organizzatori mantengono un rapporto privilegiato col luogo, rispettandone le dimensioni e le peculiarità, dando perciò l'opportunità di visitare la notevole chiesa cinquecentesca, già esistente, secondo documenti, alla fine del Duecento, dapprima dedicata alla Madonna della Neve (documenti del 1418-1443), e dopo la peste "manzoniana" del 1630 ridedicata a San Rocco, al quale va la devozione delle vittime delle epidemie. La chiesa è attorniata da un recinto in muratura, comprendente l'antico cimitero, e dominata da un piccolo campanile intradosso [nota 1].
Villa di Fimon. La piccola contrada si sviluppa ai piedi del Monte Castellaro, promontorio che domina la valle di Fimon (paese), dividendo Villa di Fimon dalla Valle dei Mulini. L'abitato, con al centro la chiesa, conserva dei lavatoi pubblici, recentemente ristrutturati, e si snoda lungo l'antica strada delle gasparasse, che collega Fimon con la dorsale dei Berici, in prossimità della frazione di San Gottardo. (d.l.).
Nota 1, Informazioni tratte da: PIROCCA don Tarcisio, Villa di Fimon: La chiesa di Santa Maria della neve e di San Rocco, Arcugnano, Parrocchia di Fimon, 1995 (per saperne di più chiedere alla Biblioteca di Arcugnano).



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Rassegna stampa: Perarock 2006
post pubblicato in Rassegna Stampa, il 7 agosto 2006
Tutta la città ne parla: cos'hanno scritto sul Perarock?

Gli articoli del Giornale di Vicenza

giovedì 27 luglio 2006 spettacoli pag. 34
Rassegna. Da oggi a lunedì band sui Colli Berici: In-dù, Turtle, Little Taver
Lo scrittore Medina Reyes a PERAROCK
Perarolo. (s. r.) Scatta questa sera a Perarolo con il primo spettacolo l'edizione 2006 di PERAROCK, festival che sino a domenica (con una... coda lunedì) proporrà una serie di concerti e avvenimenti interessanti, quest'anno con il "sottotitolo" "Traslokando PERAROCK", perché la festa si muove dall'abituale luogo di svolgimento a quello nuovo, una cinquantina di metri più in là.
Ad aprire la rassegna un'iniziativa singolare, quasi... trasversale: gli In-dù ed Efraim Medina Reyes presentano Los Animales Tour, che vedrà sul palco di PERAROCK un duo musicale e uno scrittore confrontarsi su diversi temi. Efraim Medina Reyes vive a Bogotà. Nel 1995 ha vinto il "Premio nazionale per il racconto" con la raccolta "Cinema Arbol y otros cuentos". Ha diretto anche un film, "Esercizio dell'anima" e scrive pure per il teatro. Parte della sua fama la deve a libri ironici come "La sessualità della Pantera Rosa", "Tecniche di masturbazione fra Batman e Robin" e "C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo".
Domani sera blues e rock'n'roll con i Turtle Blues prima, Little Taver & His Crazy Alligators dopo. Little Taver è l'Unico (sì, con la "U" maiuscola...), l'Inimitabile rocker emiliano, un po' Elvis e un po' Buscaglione. Sabato protagonista sarà la musica surf, beat, rockabilly e garage dei Fantomatici prima e poi dei The Sunny Boys, "tribute band" ufficiale italiana dei Beach Boys, band californiana che fece sognare il mondo negli anni '60 con indimenticabili hits come Surfin' Usa, California Girls, Good Vibrations e Barbara Ann.
Domenica rock, con The Crampshouse, ai quali farà seguito il concerto degli Hot Gossip, per una serata all'insegna dell'indie rock, alternative, new wave, garage, punk. Lunedì ci sarà "Sbarakando PERAROCK", festa dietro le quinte con jam session. Inizio serate alle 21.
venerdì 28 luglio 2006 spettacoli pag. 35
Eventi.
Perarolo. (s. r.) Seconda serata oggi per PERAROCK 2006, festival che si tiene sino a domenica (con finale lunedì per "Sbarakando PERAROCK"). Quest'anno anche a PERAROCK è arrivato lo sfratto: il festival si svolgerà in una grande dolina a pochissimi metri dall'anfiteatro naturale che ha ospitato la manifestazione negli ultimi sei anni. Il contesto è unico, a iniziare dall'ingresso che attraversando un bosco dà accesso diretto al nuovo palco "naturale" sopra a un terrapieno di due metri d'altezza, per poi accedere alla valle completamente circondati dalla natura.
Il programma odierno prevede musica blues e rock'n'roll, con la presenza dei Turtle Blues prima, di Little Taver & His Crazy Alligators dopo. Little Taver è l'inimitabile rocker emiliano, una sorta di via di mezzo tra Elvis e Buscaglione.
A tutti i concerti seguirà il collegamento con l'aftershow di Radio PERAROCK. Da quest'anno la scena dedicata all'arte si trasformerà in ContaminArt: l'arte s'incontra sul palco. Inizio serata alle 21.
stefano-rossi@stefano-rossi.com
sabato 29 luglio 2006 spettacoli pag. 37
PERAROCK. Oggi
I Fantomatici e The Sunny Boys
Perarolo. La terza serata di musica a PERAROCK 2006 sarà dedicata a generi musicali divertenti e allegri, con due formazioni che proporranno surf, beat, rockabilly e garage, per passare qualche ora al fresco con musica tipicamente estiva. Ad aprire saranno i vicentini Fantomatici, con il loro sound coloratissimo fatto di surf, beat, rockabilly, garage, lounge, senza dimenticare punk e lo-fi, e un legame molto forte con le colonne sonore, soprattutto dei film '60 -'70.
Dopo di loro saliranno sul palco i The Sunny Boys, tribute band ufficiale italiana dei Beach Boys, band californiana che fece sognare il mondo negli anni '60 con indimenticabili hits come Surfin' Usa, California Girls, Good Vibrations e Barbara Ann.
La serata inizierà attorno alle 21.30 e si terrà nella nuova "location" del festival, sempre a Perarolo, a poca distanza dal vecchio luogo.
domenica 30 luglio 2006 spettacoli pag. 35
Perarolo. Domenica all'insegna del rock a PERAROCK 2006, che chiuderà i battenti domani, lunedì, con una grande festa chiamata "Sbarakando PERAROCK".
Quest'oggi invece sul palco del festival si alterneranno due gruppi.
Ad aprire la serata sarà la musica dei vicentini The Crampshouse, dopo i quali suoneranno gli Hot Gossip, che presenteranno il loro primo disco "Angles", per completare la rassegna con un genere all'insegna dell'indie rock, alternative, new wave, garage, punk. Inizio serata alle 21.

Gli articoli del Gazzettino
Martedì, 1 Agosto 2006
Perarock, anche il trasloco è rock
Sfrattati, i ragazzi si sono sistemati nel campo dell’assessore alla cultura di Arcugnano
Arcugnano. Hanno avuto lo sfratto dal "loro" campo. Ma i ragazzi del Perarock - una delle più importanti feste estive nel panorama vicentino, quest'anno sulla scena dal 27 al 31 luglio - non hanno mollato: si sono rimboccati le maniche e hanno bonificato un altro terreno, a pochi metri da quello vecchio, sempre nel cuore della loro Perarolo. Hanno fatto i bagagli e hanno traslocato nel campo di Gino Bedin, assessore alla cultura di Arcugnano, anche se, come ci tengono a specificare gli organizzatori, dall'amministrazione pubblica non ricevono alcun finanziamento. E, per pubblicizzare il trasferimento, hanno benedetto "Traslokando" l'edizione 2006 del Perarock. A Vicenza, "giù in città", se ne parla come di un evento, certo entrato nel calendario dell'estate giovane vicentina, ma sempre col fascino del luogo ameno. 300 metri di dislivello e un bel po' di curve della dorsale dei Berici, per poi lasciare l'auto in un prato e proseguire a piedi per una impervia e scoscesa stradina di sassi: tanta strada bisogna fare per arrivare a Perarock , ma ne vale la pena. Splendida la nuova location della festa: una dolina naturale, un'arena a cielo aperto che, con la sua coltre di alberi tutt'attorno al palco, gli stand e le bancarelle artigianali, racchiude in sé la sintesi tra arte e natura. È la giusta cornice ad una festa che, negli anni, ha saputo crescere di dimensioni e qualità senza smarrire la semplicità e lo spirito di amicizia delle origini. Musica, natura e compagnia, il tutto accompagnato da "una tazza", un bicchiere di birra o di vino, è la ricetta che ogni anno i ragazzi di Perarolo realizzano, portando nel loro paese di 400 anime quotidiane più di duemila persone in una sera. E dietro a quest'impresa culturale non c'è che un gruppo di amici che, volutamente, non si è mai costituito in associazione: nessuna gerarchia, nessuno statuto, solo una spartizione di compiti e tanto sudore di ciascuno per organizzare l'evento al meglio. Amerio "il dj", Sonia, Nicola, Loris "il faro", "i due rasta", Nicola 2, Davide e Franco "due personaggi": piovono i soprannomi nella presentazione di questa compagnia che risponde al nome di Perarock . Ma basta guardarsi attorno per capire che, nella quattro giorni di musica, la famiglia si allarga: oltre a tutti i ragazzi "di corvé", l'evento ha saputo coinvolgere molte realtà di questa frazione berica, dagli Alpini della Alta Val Liona al Circolo Culturale "Il pampano". Ci sono poi le collaborazioni "tecniche", valore aggiunto di questa festa: le scenografie di Sante Segato, "el salbanèo", autore dei pannelli colorati e illuminati che si diramano dietro il palco sulla sponda della dolina, e la grafica di Andrea Gallo, "il migliore", impaginatore e curatore della facciata della manifestazione. "Siamo insieme dal 1992 - ci racconta Loris, mentre gli Hot Gossip di Milano scaldano il pubblico della domenica sera - quando Perarock era solo un concorso per gruppi emergenti all'interno della Festa della Birra. Poi, nel 1997, è diventata Perarock , ma sempre in collaborazione con 'quelli della birra' e sempre nel piazzale della chiesa: una sagra, insomma". È nel 2000 che questa sagra di paese fa il grande passo, dal piazzale della chiesa al prato dietro la pizzeria, e diventa l'appuntamento dell'estate berica. I ragazzi di Perarolo sono una vera e propria 'forza della natura' che, forse, "giù in città" manca: "Abbiamo avuto una grande spinta 'morale' dai ragazzi del Monteciorock - aggiunge Nicola - che ci prestano anche del materiale: il resto ce lo mettiamo noi, fin dalla prima volta che ci siamo autofinanziati. Ora la festa si paga abbastanza bene e abbiamo qualche amico sponsor". Quando sul palco grande finisce la musica, si accendono i riflettori su un palco più piccolo, per Radio Perarock col dj Amerio e le invenzioni di ContaminArt, ex PerArtrock, contributo artistico alla festa. E, l'ultima sera, "Sbarakando Perarock ": musica sul palco piccolo mentre si smonta quello grande. La festa non è finita. Ha solo traslocato.
Giovanni Costantini



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Rassegna stampa: Fimoneide
post pubblicato in Fimoneide, il 7 agosto 2006
Tutta la città ne parla: novità sul lago di Fimon?

Gli articoli del Giornale di Vicenza
lunedì 31 luglio 2006 almanacco pag. 8
Accadde come oggi ma 172 anni fa. Paolo Lioy poeta della natura
La triade più famosa della Vicenza dell’Ottocento e primi Novecento è costituita da Antonio Fogazzaro, Fedele Lampertico e Paolo Lioy. Quest’ultimo, appartenente ad una famiglia nobile originaria di Terlizzi in Sicilia, nacque a Vicenza il 31 luglio 1834 cioè come oggi ma 172 anni fa e morì nella villa che possedeva a Vancimuglio il 29 gennaio 1911. Fu un formidabile cultore delle scienze biologiche e geologiche e la sua appassionata ricerca scientifica si sposò sempre con l’eleganza e l’entusiasmo: per questo era chiamato non lo studioso ma il poeta della natura. Se a livello regionale è ricordato per lo studio metodico dei fossili, nel Vicentino è considerato lo scopritore e il valorizzatore del lago di FIMON che è arrivato a rilievo mondiale di stazione lacustre grazie alle sue ricerche. Ma oltre che uomo di scienza e cantore delle bellezze ignorate della natura fu anche personaggio nella vita sociale, politica ed amministrativa: nella IX legislatura fu deputato al Parlamento per il collegio di Belluno e nelle legislature dalla XI alla XVI per la città di Vicenza. Per molti anni coprì l’ufficio di Provveditore agli Studi, componente del Consiglio superiore della pubblica istruzione, presidente generale del Club Alpino Italiano e corrispondente delle più qualficate accademie scientifiche di ogni parte del mondo.

mercoledì 02 agosto 2006 cronaca pag. 20
Fimon, specchio dei Berici
di Antonio Trentin
Del lago sa tutto. Ogni metro, ogni pianta, ogni fruscìo di animale. Ogni storia che spunta dietro i tre campanili di Lapio, Villabalzana e Pianezze. Ci è nato e ci è cresciuto. E ci tiene ancora casa, anche se la residenza ormai è a Vicenza, dove lavora da conservatore del museo storico-naturalistico di Santa Corona (più naturalistico che storico, per lui, che è botanico per passione e formazione universitaria). Non mancando l’inevitabile battuta, resta solo da dire che... Dal Lago ha preso anche il cognome, come metà della gente che sta o viene da lì. «Un luogo e un panorama unici - dice - dove c’è tutto. Guardate: c’è l’acqua, ci sono i riflessi dei colli, i boschi, il verde a 360 gradi, il paesino sulla sponda, quelli più in su». Per il lago di Fimon, forse davvero il più particolare e caratteristico angolo di Vicentino, Antonio Dal Lago ha dato molto. Da consigliere comunale di ARCUGNANO e da presidente della Pro Loco. E da amante di una natura che - se la si cerca al di là della fretta di un pomeriggio domenicale in rapida andata-e-ritorno dalla città - ha tanto da offrire.
«Il paesaggio sta meglio del lago, effettivamente» dice. E si spiega così: «Sì, negli sfondi si sono persi i filari dei pioppi e dei salici, le alberature tipiche della campagna e dei canali. Ma dopo gli interventi degli anni Novanta è ritornata la vegetazione corretta lungo le rive, con le piante "storiche". Per molte c’è addirittura la possibilità di risalire a un identikit botanico e topografico precisissimo. Ed è tornato il canneto, che protegge dall’erosione».
Vengono gli eco-brividi a pensare che intorno al lago, quarant’anni fa, gli appassionati del brivido motoristico volevano farci un autodromo. O meglio: un autodromino, a misurarne gli spazi, l’ubicazione e le potenzialità. Che sarebbe stato un bijoux per i pochi addetti ai lavori e una devastazione imperdonabile per generazioni.
Degli anni Sessanta è anche la strada circumlacuale che per un quarto di secolo e passa è stata transitabile con le macchine. Ha fatto inalare polveri su polveri, allora, ai marciatori più o meno neo-ambientalisti: di sabato e di festa era un tormento passarci. Da quando è chiusa al traffico è diventata una delle passeggiate preferite dai vicentini. Ce ne sono a ogni ora, ogni giorno, dice l’enumerazione compiaciuta di Dal Lago: chi fa jogging alla mattina presto anche in agosto, chi viene con la famiglia, chi si rilassa nella pausa-pranzo, chi sceglie la bici per i 4 chilometri e 200 metri del circuito, chi scopre il ghiaccio d’inverno. «Chiusa la strada alle auto, il passo successivo era stato la ricostruzione della fascia boscata e la destinazione di quella che poteva restare la zona più compromessa, ed è invece ritornata la più preziosa, alla colonizzazione vegetale spontanea» ricorda Dal Lago. Capitasse di fare un giro con lui, si incontrerebbe e si riconoscerebbe una ricchezza di specie che allarga un ventaglio unico in provincia, ben al di là della botanica mangereccia degli aficionados delle raccolte stagionali: i pissacani su qualche declivio a fine inverno, i bruscandoli a fine aprile, le more in giugno, qualche peschina o qualche prugna inselvatichita ma dolcissima in agosto. E magari qualche grappolo rubato ai vigneti in settembre.
Ricca la flora. Fin troppo ricca la fauna. E il riferimento non è certo a quella ornitologica che ha nello specchio d’acqua un richiamo vincente per folaghe, germani e cannaiole, e per certi bellissimi aironi che sembrano arrivare spersi ma sanno cosa cercare nelle loro migrazioni. Parlava di questo Dal Lago, dell’eccesso di un paio di specie, commentando che il patrimonio terricolo è più sano di quello che sta in acqua. Per i sentieri e i campi, soprattutto se ci si concede una passeggiata notturna, si fanno incontri inaspettati, almeno per chi vive in area urbana: i caprioli che scendono dai Berici, i tassi con la grande coda sventolante, la faine che attentano ai pollai. Ma il lago è un problema, sotto il manto affascinante delle ninfee bianche e gialle: «Certo: specie ittiche non autoctone ce ne sono da sempre. Ma finché erano pescigatto e persici un certo loro equilibrio l’avevano trovato, con le anguille, le tinche e i lucci. Poi sono arrivati il siluro e più recentemente la nutria». Dei siluri e delle loro voraci e smisurate presenze sono pieni i dossier dell’Amministrazione provinciale che tenta di tenerli sotto controllo, gli annali dei pescasportivi vicentini e le fotocronache dei primati con l’amo. Delle nutrie - invadenti sostitute delle ultime lontre degli anni Cinquanta, arrivate e proliferate "per causa antropica" (cioè per colpa di chi si perse nei campi gli esemplari in fuga dagli allevamenti per le pellicce di "castorino") - ha fatto le spese una delle preziosità botaniche fimoniane: la castagna d’acqua. Le nutrie escono dai loro buchi sulle sponde («che sono un danno alla stabilità delle rive»), cercano e si pappano la castagna quando non è ancora matura e non ha disperso semi per la riproduzione, ne fanno piazza pulita: «Praticamente è all’estinzione».
Panorami ed ecologia. Per Dal Lago - che è protezionista saggio e non fanatico - diventa tollerabile perfino qualche albero che con l’ambiente di Fimon c’entra poco: «Quelli delle barche a vela che si arrangiano con quel poco di vento che il bacino può dare». O qualche nuova installazione che richiama pubblico e fa apprezzare la bellezza e la vivacità naturalistica del sito: «Ma facciamola bene, con criterio e omogeneità, soprattutto inquadrandola in un progetto e mandandolo avanti».
«Ci vorrebbe più continuità nell’opera di valorizzazione» è il commento. Gli ingredienti, garantisce Dal Lago, sarebbero poco costosi «come pochissimo costosa rispetto al grande risultato ottenuto è stata la riforestazione delle sponde». Ottenuta la rinascita naturalistica, dovrebbe toccare alla riscoperta etnografica. Per carità: non che ci sia moltissimo da recuperare antropologicamente dalle memorie remote dei fimoniani-Doc: «Però, per esempio, perché non attrezzare un percorso che racconti i modi di vita agricoli, la raccolta di càrice a tonnellate ogni anno, fino a non molti decenni fa, per farne sedie e impagliature di fischi, o il taglio delle cannucce per farne graticci e arèle per l’edilizia o scope con l’infiorescenza? Perché non ricostruire una barca dei pescatori? Non erano molti, forse sei o sette che integravano il lavoro nei boschi e in campagna con le reti delle loro barche condotte con un lungo palo. Ma sarebbe bello ritrovarne il ricordo e raccontarlo ai vicentini di oggi».

Dalle lettere al Giornale di Vicenza

venerdì 28 luglio 2006 lettere pag. 43

-Disservizi «La civetta impaurita e le telefonate a vuoto»
Mi permetto di disturbarla in una afosa giornata di luglio per esternarle la sincera impressione di un’Italia veramente e finalmente civile. Vengo al dunque. Ieri, domenica 23 luglio, all’ora di pranzo, mi ritrovo sullo zerbino d’ingresso della mia abitazione, un cucciolo di civetta impaurito, denutrito e boccheggiante.
Provo a chiamare il centralino dei vigili del mio paese, Quinto Vicentino, ma la segreteria telefonica avvisa che gli uffici sono chiusi. Chiamo così il centralino della prefettura di Vicenza che, davvero gentilmente, devia la mia chiamata al corpo forestale dello Stato, ma invano il telefono squilla a vuoto.
Chiamo allora la guardia veterinaria in servizio che mi fornisce il numero telefonico di reperibilità della Provincia di Vicenza: niente da fare, utente non reperibile, forse al mare o ai monti.
Non mi scoraggio e disturbo la mia veterinaria di fiducia della frazione di Vigardolo che, oltre a darmi i primi consigli per reidratare la povera bestiola, mi fornisce il recapito telefonico del centro di accoglienza rapaci del Lago di FIMON. Contatto così, il meraviglioso signor Alberto Fagan che, stupito dalla latitanza di chi dovrebbe essere in servizio, pagato con moneta sonante dello Stato, mi invita a portare il piccolo presso la sua struttura quanto prima.
Detto e fatto, forse la civetta si salva, forse... e io ho deciso con la mia signora di investire i pochi risparmi nell’acquisto di una cisterna di olio di ricino. Ho l’impressione che presto varrà molto più del petrolio!
Stefano Gobbetti. Quinto
sabato 29 luglio 2006 lettere pag. 47
-Appello. «L’immagine deprimente del lago di FIMON»
Mi chiamo Luigi, abito a Brendola e volevo chiedere cosa si farà in futuro per la pesca al lago di FIMON, il più bel lago della provincia di Vicenza abbandonato nell’immondizia dell’acqua, attraente soltanto per la vela e per i bar. Un’immagine proprio deprimente. Gradirei una risposta da parte del sindaco.
Luigi Zimello. grande appassionato pescatore.

Gli articoli del Gazzettino
(r.c.) I piccioni? A Vicenza sarebbero trentamila. Troppi, commentano in Comune. Così a breve scatterà la cattura attraverso gabbie da sistemare nei tetti di edi fici pubblici e privati. Ne saranno prelevati a centinaia. Finiranno nel Centro rapaci nei pressi del lago di Fimon , in pasto a uccelli da preda come i falchi. «È un'operazione che ci consentirà di monitorare il numero dei piccioni e il loro stato di salute - spiega l'assessore agli Interventi Sociali Davide Piazza - È un sistema di cattura che non fa uso di armi ed è sostenuto anche dal Wwf».
In altre parole il numero dei piccioni va ridotto quanto prima, anche perché la loro proliferazione non conosce soste. Anzi, aumenta di anno in anno. «Di qui - osserva Piazza - la necessità di contenere la di ffusione anche per motivi di carattere igienico-sanitario: i colombi sono portatori di agenti patogeni (virus, funghi e parassiti come le zecche) che possono essere contratti anche dalle persone. Lo stesso patrimonio artistico e architettonico è esposto a danni prodotti dall'accumulo di guano che corrode i materiali. Perciò è importante che il loro numero sia equilibrato». La cattura costerà al Comune di Vicenza 40.000 euro e sarà effettuata da una di tta specializzata che fornirà le gabbie da collocare come detto in edi fici pubblici e privati. «Sono numerose le famiglie di sponibili a ospitare le gabbie. Significa che il problema è sentito», sottolinea Piazza. Dallo scorso anno in tutta la città vige il di vieto di somministrazione o abbandono volontario di cibo ai colombi. I trasgressori rischiano multe che variano da un minimo di 25,82 euro a un massimo di 154,94 euro. Multe che finora non sono mai state elevate. Come di re: controlli sì, ma con spirito di collaborazione, non di repressione. «Ci sono state più che altro segnalazioni. L'intento è quello di educare la gente».



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Il catalogo della Biblioteca è On-line!
post pubblicato in Cultura, il 4 agosto 2006
Cari arcugnanesi virtuali,

Internet, si sa, ha accorciato le distanze nel mondo... scusate l'ovvietà, ma questo mi serve per introdurre il post: anche ad Arcugnano, spesso, le distanze sembrano sconfinate. Perciò la Biblioteca di Arcugnano ha dotato di un catalogo on-line il proprio sito, grazie al quale si possono prenotare i testi anche via e-mail (bibliotecarcugnano@libero.it), provare per credere:




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Il Perarock 2006 è finito, ma...
post pubblicato in Cultura, il 3 agosto 2006
Traslokando Perarock 2006 è terminato lunedì 31 luglio. Purtroppo...
Ma tornerà l'anno prossimo, più ricco che mai.
Grazie agli organizzatori per il loro impegno e concretezza
(e non è poco in un mondo di chiacchiere).
All'anno prossimo.

http://www.perarock.it



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