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Rassegna stampa settembre 2006: articoli del Giornale di Vicenza

domenica 24 settembre 2006 cultura pag. 26

LIBRI. Oggi ad ARCUGNANO la presentazione del volume

Sette lager in due anni

Bettinelli, prigionia di un sottotenente

Oggi alle 18.30, nella Sala Consiliare del Municipio di ARCUGNANO, sarà presentato, a cura dello stesso Comune e dell'Editrice Veneta, il volume I miei 7 Lager (Diario di 22 mesi di prigionia) dell'ex internato Eduino Bettinelli.
di Mario Bagnara

Come documenta accuratamente il volume Sulla giacca ci scrissero IMI, edito dall'A.N.E.I. vicentina nel sessantesimo anniversario dell'internamento (settembre 2003), anche Vicenza, durante la seconda guerra mondiale, pagò il suo duro scotto alla persecuzione nazista: dei 10.188 internati tra 400 e 500 non ritornarono vivi. Fra chi si salvò c’è anche Eduino Bettinelli di ARCUGNANO che solo ora, a 85 anni, si è convinto a pubblicare I miei 7 lager (Diario di 22 mesi di prigionia) come testimonianza di un dramma durato quasi due anni.
Alla sua prima esperienza di scrittura, Bettinelli si esprime in modo spontaneo, rielaborando però, con una memoria prodigiosa, diligenti appunti, scritti in modo fortunoso e abilmente salvati da perquisizioni, bombardamenti, incendi e improvvisi trasferimenti. Il racconto, che talora assume il tono del romanzo avvincente, si muove entro un arco temporale che va dal 9 settembre 1943 al 13 luglio 1945, in un'area geografica che comprende, oltre all'Italia settentrionale da Alessandria fino a Tarvisio e al Brennero, gran parte del vasto territorio del III Reich, da est ad ovest e da nord a sud.
Sullo sfondo di una situazione politico-militare sulla quale, dall'Italia e dagli altri paesi europei coinvolti, pervengono ai deportati notizie vaghe, comunque indicative del progressivo sfacelo della potenza nazista, in primo piano sempre, vero protagonista, il prigioniero Eduino Bettinelli, sottotenente di complemento, sorpreso mentre era in servizio di prima nomina ad Alessandria.
Il suo internamento, anche se non lo porta ad assistere allo sterminio di massa operato in certi campi di concentramento, è pur sempre una tortura disumana dal punto di vista sia fisico che morale. Più che giustificata quindi la sua condanna dell'assurda guerra germanica, anche se egli non manca talora di cogliere nello stesso popolo tedesco, "schiavo, soffocato, oppresso dalla forza", un profondo disagio e rincuoranti manifestazioni di solidarietà.
Tutto potrebbe risolversi fin dall'inizio anche per lui, come avviene per alcuni compagni di sventura, o con la fuga durante il trasferimento dall'Italia o con la scelta di collaborare con i nuovi padroni: una possibilità offerta a varie riprese e per questo ancor più tormentosa ed evidenziata talora con giudizi severi nei riguardi dei qualunquisti "venduti". Ad un certo punto anch'egli, tra ricorrenti sensi di colpa, riscoprendosi diplomato all'Istituto Tecnico "A. Rossi", a Colonia accetta un "provvidenziale" e dignitoso lavoro di disegnatore tecnico presso una fabbrica meccanica, nei mesi successivi ripetutamente colpita dai bombardamenti alleati.
Sono tutte esperienze che l'autore di questo diario affronta con profondo senso di responsabilità, sostenuto dai suoi ideali di famiglia, patria e fede religiosa. Vera ancora di salvezza è anche la musica, una passione che, sacrificata nel periodo scolastico, in lui, convinto che "solo per la musica vale la pena di vivere", si rivela un'esigenza irrinunciabile proprio durante l'internamento, per trovare piena soddisfazione solo più tardi, nel 1970, quando, con il conseguimento del diploma al Conservatorio di Bologna, riesce a coronare il suo sogno, "l'evento forse più felice" della sua vita, determinante non solo per la sua successiva attività didattica, ma anche per il destino professionale dei due figli, ora affermati musicisti.


martedì 19 settembre 2006 sport pag. 44

MOUNTAIN BIKE. Presentata la gara in programma l’1 ottobre

Via dei Berici da record

L’obiettivo è superare la quota dei 2 mila iscritti

(an.si.) C'è una sola incognita che precede la vigilia della tredicesima edizione della Via dei Berici, la cross country vicentina organizzata dall'Unione Sportiva S. Agostino. Ed è il tempo che farà domenica 1 ottobre, perchè soltanto da questo dipende il numero finale dei partecipanti.
Per il resto ci sono soltanto certezze. Lino Mosele, il presidente del gruppo ciclistico organizzatore dell'evento, le ha ribadite tutte ieri nella conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo Trissino.
La passerella. Il massimo dirigente dell'Us S. Agostino ha presentato l'edizione 2006 della Via dei Berici (che gode del patrocinio de Il Giornale di Vicenza e di Vicenzapress), alla presenza dell'Assessore ai Servizi sportivi del Comune di Vicenza, Gianfranco Morsoletto, del vice presidente nazionale dell'Udace Csain, Giuseppe Calearo, e delle Associazioni di volontariato, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, l'Associazione veneta per la lotta contro la fibrosi cistica, l'Associazione Genitori Down e la Onlus Aquilone, cui andrà quest'anno l'intero ricavato della manifestazione.
Quanta popolarità. La certezza più importante è che, comunque vada, sarà una grande giornata di sport. Anche lo scorso anno, quando il tempo non diede certamente una mano agli organizzatori, si raggiunse comunque il ragguardevole numero di 2002 partecipanti, a testimonianza della grandissima risonanza e popolarità che questa manifestazione si è conquistata negli anni fra gli appassionati dell'Udace Csain, Fci e non solo.
Il record. Soltanto l'unica incognita della Via dei Berici (il tempo appunto) potrebbe impedire a Lino Mosele e al suo straordinario staff di volontari innamorati della bicicletta di raggiungere uno dei due obiettivi più importanti che è il record di partecipanti che spetta ancora all'edizione 2005 con 2009 presenze. L'altro obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di euro da destinare alle associazioni cui il ricavato verrà interamente devoluto.
La gara. Anche la tredicesima edizione del cross country "La Via dei Berici" si articolerà in due differenti percorsi, radicalmente modificati rispetto alle precedenti edizioni. Il percorso corto misura 21 chilometri con un dislivello di 495 metri, quello lungo 37 chilometri con un dislivello di 1.100 metri. Essi saranno completamente separati con partenze che averranno a quindici minuti di distanza l'una dall'altra. I percorsi si snodano nella cornice dei Colli Berici interessando i comuni di Vicenza, Altavilla, Brendola, ARCUGNANO, Longare e Castegnero in prevalenza fuori strada.
Gli orari. La partenza della corsa breve avverrà alle 9, quella della corsa lunga alle 9.15 dalla zona industriale di ARCUGNANO in località Nogarazza.
Ci si potrà iscrivere anche il giorno della gara dalle 7 alle 8.30.

Pubblicato il 26/9/2006 alle 21.9 nella rubrica Rassegna Stampa.

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